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Intervista a Emanuela Della Campa, candidata del Movimento Cinque Stelle al Consiglio regionale, circoscrizione di Brindisi.       

m5s suoni del silenzio puglia 2020

Emanuela Della Campa è di Napoli, ma vive a Fasano. All’amore per il marito pugliese, si aggiunge anche quello per la nostra terra. Avvocato, specializzata in mediazione culturale, proviene dall’associazionismo. Mamma di tre figli, si è messa in gioco perché reputa importante per una donna servire la politica e non servirsi della politica. Si è candidata al Consiglio regionale nelle liste del M5s per la circoscrizione di Brindisi.

 

Perché in Puglia non è stato possibile l’accordo con Emiliano? Emiliano, lo ha sempre dimostrato, non è un personaggio affidabile. Per noi la questione morale è al primo posto. A Roma siamo costretti a governare col Pd, cercando di portare a casa riforme per noi  Cinquestelle molto importanti. Purtroppo, qui in Puglia, con Emiliano non ci sono le condizioni minime per un accordo.
Il “Si” al Referendum è per voi un grande cavallo di battaglia. In che misura il taglio dei parlamentari inciderebbe su una più efficace rappresentatività? Intanto ricordiamo che il referendum è confermativo rispetto a una volontà già espressa in Parlamento. Per quanto riguarda la rappresentatività non si può negare che essa già esiste, ed è esercitata dai diversi organi statali (governo, commissioni, apparati amministrativi, Corte dei conti, Consiglio di Stato e via dicendo). E poi dalle Regioni, le province, le città metropolitane e i Comuni. Quest’ultimi sono gli organi politico-amministrativi più vicini ai cittadini. I cittadini si devono interfacciare con essi per espletare al massimo il loro diritto di partecipazione e di soluzione dei problemi della comunità. All’immobilismo amministrativo io do la colpa sia al cittadino, che non si fa attivo per rivendicare i propri diritti, sia al politico, che non agisce nel territorio per svolgere il suo compito di vera rappresentatività come la legge impone.
Nelle politiche del 2018, a Francavilla Fontana il M5s totalizza il 48 per cento dei suffragi. Appena due mesi dopo, nella stessa città si svolgono le amministrative. Il Movimento presenta i propri candidati il giorno prima della chiusura della presentazione delle liste. Risultato, peraltro miracoloso: viene eletto un solo rappresentante in Comune. Era successo che nel frattempo i partiti tradizionali, insieme alle tante liste civiche proliferate come funghi, avevano già legato mani e piedi quasi tutto l’elettorato locale usando i collaudati mezzi del familismo e del clientelismo. Non sembra che, negli ultimi due anni, il Movimento abbia fatto passi avanti per radicarsi nel territorio. Questa è una lacuna che deve essere colmata. L’andata al governo ci ha distratti dalla cura del territorio. Solo con un lavoro certosino di presenza sul territorio possiamo arrivare ad un voto libero  e informato, combattendo il nepotismo e la compravendita dei voti. Riconosco che è un lavoro molto difficile perché si è radicata nelle persone un forte malcontento e un’altrettanta forte sfiducia nei confronti dei politici. Gli Stati generali del Movimento dovranno affrontare quanto prima questa nostra pecca e risolverla.
Intervista a cura di Pietro Filomeno

Tags: politica, italia, europa, puglia, elezioni

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