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PIETRO FILOMENO RICORDA ...ALESSANDRO LEOGRANDE

LEOGRANDE Copia

Oggi cade il terzo anniversario della morte di Alessandro Leogrande, il giovane giornalista e scrittore tarantino. Tra i migliori, se non il migliore, della sua generazione. Ha lasciato dietro di sé un grande rimpianto. Scrissi a caldo un ritratto della sua figura, uscito su “lagazzettadellapuglia.it, n. 9-12, settembre/dicembre 2017, p. 10. Qui lo ripubblico per ricordarlo a chi lo conosceva e per farlo conoscere a chi ancora purtroppo lo ignora.

La Puglia ha perso uno dei suoi figli migliori ADDIO LEOGRANDE

La Puglia, l’Italia, il mondo del giornalismo e della cultura ha perso uno dei suoi figli migliori: Alessandro Leogrande. È morto a Roma, dove si era trasferito da tempo, il 26 novembre 2017. A soli 40 anni, colto da un improvviso malore. A dare la triste notizia è stato il padre. Il sindaco di Taranto, Rinalto Melucci : “Se ne va un tarantino sensibile e illuminato”. Diplomato al Liceo classico Archita di Taranto, si era poi laureato in Filosofia alla Sapienza di Roma. Aveva iniziato a scrivere fin da giovanissimo, sulle pagine di giornali e riviste locali. Tra le altre cose, aveva raccontato la vicenda di Giancarlo Cito.Era tornato da poco dall’Argentina. Vi si era recato per approfondire le dittature che, in quel Paese, si sono avvicendate negli ultimi 50 anni. “Il Sole-24 Ore” ha pubblicato, il 3 dicembre scorso, l'ultimo articolo che aveva scritto per l’inserto culturale “Domenica”. La sua agenda era piena di impegni. In cantiere aveva nuovi libri, progetti, programmi per Radio3 e per il Salone del Libro di Torino (di cui era da due anni consulente). Collaborava a diversi giornali e riviste: “Corriere del Mezzogiorno”, “Internazionale”, “il Manifesto”, “Radio Tre”, “Il Sole-24Ore”, “Pagina99”, “Nuovi argomenti” eccetera. È stato per dieci anni vicedirettore del mensile “Lo straniero” di Goffredo Fofi. Ha scritto diverse inchieste sulla criminalità organizzata, sul caporalato, sugli immigrati, sulle nuove mafie, i movimenti di protesta.  Ha esordito col il reportage narrativo “Un mare nascosto” (L'Ancora del Mediterraneo, 2000), dedicato alla sua città. Poi: Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud” (Mondadori, 2008), Fumo sulla città” (Fandango, 2013), “La Frontiera” (Feltrinelli, 2015). Con Il naufragio. Morte nel Mediterraneo” (Feltrinelli, 2011), sulla tragedia dell'immigrazione albanese davanti alla costa pugliese a bordo della Kater i Rades, vinse il Premio Ryszard Kapuściński e il Premio Paolo Volponi. Con Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali” (L'Ancora del Mediterraneo, 2003) si aggiudicò il Premio Sandro Onofri. Per minimum fax curò anche un’antologia di racconti sul calcio: Ogni maledetta domenica” (2010). Ultimi lavori: “Il violento mestiere di scrivere” (La nuova frontiera, 2016), edizione italiana degli scritti giornalistici di Rodolfo Walsh e “L'altro risorgimento” (2017), scritti di Carlo Pisacane.  Ha scritto Angelo Ferracuti il 28 novembre scorso: «Sono pochi gli autori che in questo sgangherato paese si possono definire civili, ancora di meno tra quelli più giovani cresciuti nelle scuole di scrittura, vampirizzati dal marketing. [ … https://ilmanifesto.it/leogrande-il-coraggio-di-stare-sulla-frontiera/">https://ilmanifesto.it/leogrande-il-coraggio-di-stare-sulla-frontiera/). Per chi non ha mai letto Leogrande, sarebbe ora il caso di cominciare a farlo.

Pietro Filomeno

Tags: taranto, giornalismo, ricordo, ricorrenza, gazzettadellapuglia, suonidelsilenzio.it

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