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Erica Mou • Nel mare c'è la sete

 

erica mou suoni del silenzio
Erica Mou • Nel mare c'è la sete. Musica e letture si fondono sul palco come in un’unica lunga canzone, per raccontare una storia che riesce a diventare anche nostra. La cantautrice pugliese propone, imbracciando la chitarra e con l’utilizzo di loops ed elettronica, dal vivo, le canzoni del suo repertorio insieme ad alcune rivisitazioni di classici della musica italiana, che fanno da colonna sonora alle letture tratte dal romanzo.

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IL FERENCVAROS E QUELLA PRIMA FINALE EUROPEA PERSA DALLA JUVENTUS...

ferecvarosi campione di fiere vs juventus 1 0 1965 suoni del silenzio

Nel 1965 il Ferecvaros squadra ungherese vince  a Torino contro la Juventus la sua prima Coppa delle Fiere, fu il primo dramma sportivo a livello europeo per la formazione bianconera che in totale tra finali nazionali ed europee ne ha perse ben 27 finali, quindi quella con la formazione magiara non è una sfida qualunque... Il 23 giugno 1965 al Comunale di Torino la partita, arbitrata dallo svizzero Gottfried Dienst, finì 0-1 e ad aggiudicarsi il trofeo fu la squadra ungherese. Il cammino verso la finale...Il Ferencváros iniziò il cammino europeo contro i cecoslovacchi dello Spartak ZJS Brno, vincendo 2-0 in casa e subendo un indolore 0-1 in trasferta. Al secondo turno gli austriaci del Wiener SK vinsero 1-0 l'andata a Vienna ma caddero 1-2 nel ritorno a Budapest: dati i regolamenti dell'epoca (che ancora non prevedevano la regola dei gol fuori casa) si andò quindi a una ripetizione che i magiari vinsero 2-0. Agli ottavi gli ungheresi affrontarono la Roma, battendoli 1-0 in patria e 2-1 in Italia. Ai quarti di finale le Aquile verdi si scontrarono con l'Athletic Bilbao, vincendo 1-0 a Budapest ma perdendo poi 1-2 a Bilbao: il replay vide gli uomini di József Mészáros guadagnare il passaggio del turno con un netto 3-0 sugli spagnoli. In semifinale il Ferencváros affrontò i temibili inglesi del Manchester Utd, i quali vinsero 3-2 l'andata all'Old Trafford ma persero 1-0 il ritorno al Népstadion: anche stavolta fu necessaria una ripetizione che vide vincitori gli ungheresi per 2-1. La Juventus esordì contro i belgi dell'Union SG, vincendo 1-0 sia l'andata a Torino sia il ritorno a Bruxelles. Al secondo turno fu la volta dei transalpini dello Stade Français, battuti 1-0 in Piemonte dopo il pari a reti inviolate di Parigi. Agli ottavi gli italiani affrontarono i bulgari del Lokomotiv Plovdiv, pareggiando il doppio confronto con un risultato aggregato di 2-2: al replay i torinesi vinsero 2-1 dopo i tempi supplementari. Ai quarti di finale i Bianconeri ottennero un bye insieme all'Atlético Madrid, che incrociò poi in semifinale: dopo il successo spagnolo 3-1 al Metropolitano, cui replicarono i piemontesi col medesimo punteggio al Comunale, si andò alla ripetizione giocata una settimana dopo sempre a Torino, che terminò ancora una volta 3-1 per i padroni di casa di Heriberto Herrera.  A Torino va in scena la finale tra la Juventus, padrone di casa e finalista anche in Coppa Italia ma priva dei suoi migliori elementi Sivori e Salvadore, e il Ferencváros, giunto in finale tra alti e bassi ma in un migliore stato di forma, in quanto il campionato ungherese è ancora in corso, mentre che gli juventini subiscono la fisicità inerente al calcio italiano.Il primo tempo è un rapido susseguirsi di colpi di scena, ma con poche occasioni da gol per via di magistrali interventi difensivi da ambo le parti. Sono i magiari ad avere le palle gol più nitide, ma complice l'imprecisione non ne approfittano. Nella ripresa i Bianconeri creano tre pregevoli azioni, ma né Combin né Leoncini né Stacchini riescono a superare Géczi. Il periodo favorevole della Juventus scema e salgono in cattedra le Aquile verdi che tessono belle trame d'attacco, che solo gli interventi di Anzolin riescono ad arginare. A un quarto d'ora dalla fine una galoppata del terzino Novák termina col cross per Fenyvesi, il quale di testa infila il portiere bianconero per l'1-0 finale. Il Ferencváros diventa così la prima squadra dell'Est Europa a trionfare in una competizione continentale. Ma come dicevamo le finali perse dalla Juventus sono ben 27 la prima nel camionato federale 1903 contro il Genoa sconfitti per 3 a 0, torneranno a perdere anche nel 1904 per 1-0 sempre contro i liguri e poi nel 1906 contro il Milan per 2-0. In Italia infatti la storia bianconera non è fatta solo di predominio e vittorie ma di tante sconfitte ben 6 le finali di coppa Italia perse nel 1973 5 a 2 ai rigori contro il Milan, nel 1992 dopo 1-0 dell'andata vengono sconfitti 2-0 dal Parma, nel 2002 sempre il Parma alza il trofeo grazie al goal in trasferta 2-1 e 0-1 i risultati, nel 2004 dopo lo 0-2 contro la Lazio non va oltre il 2-2 e perde il trofeo, nel 2012 sconfitto in gara secca dal Napoli per 2-0 mentre proprio quest'anno ancora contro il Napoli perde la coppa ma ai rigori (0-0 iniziale) 2-4 alla fine dei tiri dal dischetto. Sette sono invece le finali perse nella supercoppa Italiana, la prima nel 1990 travolti 5-1 dal Napoli di Maradona nel 1998 1-2 contro la Lazio nel 2005 è l'Inter a battere la Juventus in finale per 1-0, nel 2014 e nel 2016 le finali le perde entrambi ai calci di rigore rispettivamente contro Napoli per 5-6 dopo il 2-2 iniziale e contro il Milan per 3-4 dopo 1-1 iniziale. Nel 2017 e nel 2019 perde entrambi le finali contro la Lazio per 2-3 e 1-3. A livello internazionale come dicevamo è iniziato tutto contro il Ferecvaros che nel 1965 batte la Juventus a Torino per 1-0, nel 1971 perde un'altra finale di Coppa delle Fiere contro il Leeds Utd con un doppio pareggio 2-2 e 1-1 fatale quindi il goal in trasferta della formazione anglosassone. Nel 1973 prima finale persa di Coppa dei Campioni contro gli olandesi dell'Ajax Amsterdam per 0-1 e nello stesso anno finale persa di coppa Intercontinentale contro l'Indipendiente anche qui 0-1. Nel 1983 altra Coppa dei Campioni persa questa volta contro l'Amburgo sempre per 0-1, nel 1995 perde una finale di Coppa U.E.F.A. tutta italiana contro il Parma 0-1 all'andata e 1-1 al ritorno. Le ultime cinque finali perse sono tutte marchio Champions League, 1997 1-3 contro il Borussia Dortmund, 1998 0-1 contro il Real Madrid, 2003 2-3 ai rigori contro  il Milan, 2015 1-3 contro il Barcellona e infine 2017 1-4 contro il Real Madrid. Indubbiamente la Juventus nel suo palmares ha record poco discutibili, scudetti, coppe italia e supercoppe italiane in primis, ma anche una lunga storia fatta di sconfitte e quasi maledizioni sportive, come dire... non è oro tutto ciò che luccica, viva lo sport!

Antonio Di Lena                                           

 

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Atalanta fuori dalla Champions, svanita la favola europea della squadra più pirotecnica dell'anno!

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Impresa, purtroppo, solo sfiorata dalla pirotecnica Atalanta di Gian Piero Gasperini. I bergamaschi hanno giocato il loro calcio, lottato e figurato con onore in questa competizione ma non è bastato, a passare il turno sono stati i parigini un po come la famosa finale di Champions tra Manchester UTD vs. Bayer Monaco terminata per i tedeschi con lo stesso amaro in bocca della formazione bergamasca.

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SERIE A ULTIMI VERDETTI...GENOA SALVO, U.S.LECCE IN SERIE B, LETALE LO SCONTRO DIRETTO PERSO A MARASSI DAI SALENTINI!

GENOA, ITALY - JULY 19:Own goal of Gabriel for US Lecce during the Serie A match between Genoa CFC and  US Lecce at Stadio Luigi Ferraris on July 19, 2020 in Genoa, Italy. (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Il campionato più strano della storia del calcio italiano si è chiuso  con la salvezza del Genoa (il club più antico d'Italia), che ha steso il Verona(mai per niente in partita)con il risultato di  3-0,più che una gara di campionato è sembrata una vera e propria amichevole di Agosto pre-campionato e la retrocessione del Lecce, caduto in casa 3-4 col Parma che a differenza della squadra scaligera è scesa nel Salento con professionalità giocandosi la gara a viso aperto e senza mai tirarsi indietro, un bell'esempio per la sportività che spesso manca durante i match di fine campionato in molte piazze calcistiche, demolendo così i veri valori di sportività e correttezza che lo port più seguito e amato in Italia nonostante anni di scandali non riesce davvero a mettere sulla corretta via.

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SERIE C...LA VIRTUS FRANCAVILLA 1946 PRENDE FORMA

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Si comincia concretamente a tessere la tela della prossima serie C per l'affermatissima Virtus Francavilla di patròn Antonio Magrì, la squadra della città degli Imperiali aspettando la definizione delle formazioni che completeranno l'organico del torneo, tra ripescaggi,retrocessioni e possibili fallimenti è già  a lavoro per dare una squadra di livello per il prossimo campionato professionistico di serie C. Cominciamo da Leonardo Perez, pilastro del presente e del futuro della Virtus Francavilla infatti  la società avrebbe già fatto sapere al calciatore di essere incedibile e proprio dal numero dieci ripartirà il progetto della prossima stagione.

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