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CAFFE' LETTERARIO N°1

 CAFF
Proposte di lettura per coltivare la mente….
Matteo Gracis - EDIZIONI CHINASKI
Canapa - Una Storia Incredibile
Il giornalista e scrittore Matteo Gracis presenta CANAPA una storia incredibile, un’opera che racconta le origini, la fortuna, l’evoluzione contrastata e i mille usi di questa “pianta miracolosa”, alternandone la narrazione con l’entusiasmante resoconto delle esperienze che hanno portato l’autore a fondare e dirigere “Dolce Vita”, la più importante rivista italiana sulla cultura della Canapa e sugli stili di vita alternativi. La Canapa come non è mai stata raccontata in un’opera a metà strada tra saggio e memoir, che si avvale di un’appassionata prefazione di Beppe Grillo e di una sentita postfazione di George Jung (il Boston George interpretato da Johnny Depp nel film “Blow”)
Mirko Orlando - EDICOLA EDIZIONI
"Paradiso Italia"
Il fotografo e illustratore Mirko Orlando presenta “Paradiso Italia”, un’opera di graphic journalism in uscita a maggio 2019 per la casa editrice italo-cilena Edicola Ediciones. Temi portanti del reportage sono l’accoglienza e l’integrazione dei migranti che giungono ogni giorno nel nostro Paese.
Tracy Farr - PARALLELO 45
"Dopo la pioggia"
Recensione New York Times
Dopo il successo ottenuto con romanzo d’esordio The life and loves of Lena Gaunt, la scrittrice Tracy Farr presenta Dopo la pioggia (The Hope Fault), una storia famigliare che riflette sulla natura delle relazioni interpersonali, e sull’importanza di accettare la vita anche nei momenti di buio, anche nelle difficili fasi in cui si deve disfare la trama della propria esistenza. L’autrice australiana naturalizzata neozelandese arriva per la prima volta in Italia con una sua opera grazie a Parallelo45 Edizioni, confermando il suo talento e la forza evocativa della sua scrittura.
Antonio Di Lena

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NARKO$...IL VISIONARIO TALENTO DEL ROCK CHE RESISTE!

NARKO FOTO suoni del silenzio

Intervista a cura di Antonio Di Lena

Perché Narko$...e come mai il dollaro finale?Ho scelto Narko'$ con il dollaro finale in quanto simbolicamente rappresenta una società schiava del Denaro e dei Mass-media,tema ricorrente nelle mie canzoni e purtroppo attualissimo.

Prima di arrivare a Narko$ la tua è stata una carriera ricca di collaborazioni e tanta gavetta, quando hai capito che il percorso solista era la strada da compiere?Nonostante ricordi indelebili e grandi soddisfazioni,ad un certo punto il percorso con le mie precedenti band è sempre arrivato ad un punto morto.Non potendo stare senza suonare e creare la mia musica,facendo tesoro degli ascolti e delle esperienze passate ho deciso di "mettermi in proprio".Scrivo musica da quando ero ragazzino,e questo mi ha facilitato nel lavoro.Quando scrivo una canzone ho già in mente come dovrà suonare e con Narko'$ ho potuto realizzare questo sogno diventando il produttore di me stesso.Resto comunque sempre operativo come membro negli Hate Inc.,al momento attivi solo in studio.

Quanto di autobiografico c’è in “X” il protagonista del tuo debut-album? Molti dei Pensieri espressi da X sono anche i miei.Vivo con disagio l'omologazione,l'ignoranza,l'ipocrisia e il moralismo della società attuale.La differenza è che io mi perdo nella musica,mentre X si perde nella Follia.
Permettimi di dire che il tuo disco è stato alquanto premonitore su molti avvenimenti che stanno sconvolgendo il pianeta in questo periodo quindi il lavoro è attualissimo...Narko$ visionario o perfetto realista? Hai ragione,ma la cosa è stata del tutto involontaria.Non so se sono stato più realista o visionario,forse un pò di entrambi.Di certo credo che la situazione che si è venuta a creare sia il risultato di un percorso in qualche modo stabilito,che oggi per merito dell'emergenza ha toccato il suo apice,giungendo a derive autoritarie molto preoccupanti.Quindi la storia di X,votato alla ribellione assoluta,si adatta benissimo al periodo distopico e surreale che stiamo vivendo.
Come mai la scelta di “Gemini” come singolo di lancio? Parlaci del videoclip… Ho scelto Gemini in quanto musicalmente mi è sembrato il più adatto a questo scopo.
Il Video è stato girato da Pietro Cinieri nella suggestiva location delle Cave di Fantiano a Grottaglie in Provincia di Taranto.L'idea del Video è stata mia e grazie anche al contributo dei miei amici ho voluto rappresentare la volontà di X di liberarsi da ogni maschera e controllo imposti dal sistema.
Nei tuoi testi noto una poetica a tinte acida, il percorso non è mai banale e sempre indirizzato nonostante la sua brutalità ad un malessere moderno...come nascono i tuoi testi? Il testo nasce sempre dopo aver completato la parte musicale.Scrivo i testi in base alle melodie che ho trovato in precedenza senza seguire un tema preciso.Infatti il concept dell'album è stato quasi involontario,a disco quasi finito,ascoltando le tracce ho notato i vari temi comuni che raccontano la storia del protagonista.
Dal metal alla Marylin Manson alla nostalgia grunge che fa pensare  quasi a dei Nirvana del futuro, quali band o singoli artisti sono i tuoi punti di riferimento nel tuo progetto? Intanto grazie,Nirvana del futuro è un grande complimento per me.I Nirvana sono stati la scintilla iniziale,ma col tempo ho apprezzato o riscoperto anche altri artisti che hanno avuto un grande impatto nella realizzazione dei pezzi per Narko'$.Trent Reznor ad esempio,che realizza i suoi dischi da solo,è stato di grande ispirazione.Mi piace unire un impatto metal con una melodia e una ricerca dei testi quasi cantautorale e in questo mi aiutano i miei gusti abbastanza aperti.Ormai Passo dai Beatles ai Mayhem senza alcun problema.
Oggi quali sarebbero i nemici di “X”? X in qualche modo rappresenta una minoranza che si batte contro una maggioranza schiava del sistema.Quindi il nemico di X resta sempre la massa belante ed obbediente.
L’intero album è stato da te registrato e curato nei minimi dettagli con un attenzione quasi maniacale...e questo ti rende anche un ottimo produttore avendo già ascoltato in anteprima il tuo lavoro...come sta andando il disco? Che impatto ha avuto con il pubblico e come pensi visto questo stop di live in Italia di svolgere la promozione del prodotto? Produrre e suonare il mio disco da solo è stata una scelta necessaria e naturale.Non devo sottostare ad orari e sopratutto ai prezzi di uno studio e posso decidere io cosa e come suonare.E' stato anche un rischio,ma ne è valsa la pena perchè il disco è stato accolto davvero benissimo,con recensioni inaspettatamente superlative.Per i Live sino ad oggi mi sono esibito in acustico,ma non è la dimensione ideale per presentare quest'album,avevo delle date in elettrico verso aprile,ovviamente rimandate a chissà quando.Rimango concentrato sul lavoro in studio,ho in corso un tributo ai Nirvana,remix di alcuni brani dell'album e nuovi singoli con collaborazioni varie.E ovviamente sto già pensando al prossimo album,che vorrei far uscire come doppio.Inoltre abbiamo ripreso l'attività in studio anche con gli Hate inc. quindi Live o non Live io vado avanti a prescindere.
Come vedi la situazione emergente del rock in Italia e quali sarebbero le alternative da adottare secondo te? Bella Domanda.Intanto bisogna essere realisti e prendere atto che il rock o il metal,in Italia,non ha mai avuto la giusta attenzione e ora più che mai la situazione da questo punto di vista è tragica,visto che anche a livello internazionale i punti di riferimento sono sempre gli stessi da vent'anni e oltre.Ci sono band che spaccano davero i culi,ma di solito sono confinate quasi all'anonimato o underground per dirla più elegantemente e se ci sono le capacità spesso manca la spinta per far emergere realtà meritevoli di più attenzione.Puoi produrre il disco migliore del mondo ma senza una promozione con i controcazzi si conclude ben poco.Questo ovviamente va a discapito della qualità,ecco perchè oggi ancora più che in passato ci fanno sanguinare le orecchie con trap,reggaeton e tormentoni vari,manca un'alternativa e forse per la massa va bene così.Poi magari mi sbaglio e in realtà è la mia musica a far cagare o a essere fuori moda.Lo scopriremo solo vivendo.
Grazie di cuore per il tempo che hai dedicato a suonidelsilenzio.it alla prossima... Grazie a voi,a presto.
 

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INTERVISTA AD ANDREA GIOPS

Andrea20Giops lopportunista

In che consiste la tua maturità?Penso che la maturità consista nella presa di coscienza dei propri pregi e dei propri difetti, per lavorare nella direzione giusta, per affinare i primi e limitare i secondi. Io cerco di farlo, ma penso di non averla ancora raggiunta.
Si deve fare di più per…?Ascoltare gli altri. Oggi vedo tante persone, me compreso, che hanno difficoltà a farlo. Forse siamo troppo concentrati su noi stessi.
Ti sei mai sentito sfruttato dal sistema?No, mai. Dal momento che ho deciso di vivere nel sistema accetto le sue regole. Ovvio che ci sono tante cose che potrebbero migliorare: nel mio piccolo cerco di farlo, informandomi e non fermandomi a quello che mi viene proposto.
La crisi culturale dipende dalla mancanza di veri maestri?I veri maestri ci sono, ma non arrivano la gente. Le persone che oggi hanno visibilità non sono quasi mai degli esempi da seguire, secondo me. Forse è questo che manca nei nostri media, di cui tutti fruiscono. La storia dell’uomo si ripete sempre, dovremmo imparare dai grandi maestri del passato, oppure aspettare pazientemente che ne arrivino di nuovi.
I talent show sono fatti di regole comuni?Certo. Credo che quelle fondamentali siano due: la prima è avere un talento, la seconda è stare bene in televisione.
Pensi d'avere sfiorato o raggiunto le vette della visibilità? Le ho sfiorate con la mia partecipazione ad X-Factor, quell’edizione fu particolarmente fortunata. Ma la popolarità data dalla televisione è temporanea e non dà credibilità: le persone si disaffezionano dopo poco tempo, appena non sentono più parlare di te e se non proponi qualcosa di concreto. Necessiti ad ogni costo di strumenti musicali per esprimerti?Mi piace esprimermi, comunicare, in ogni sua forma. Meglio se con la musica, dato che è la mia passione. Meglio se con strumenti musicali, dato che mi piace la musica suonata da strumenti veri. Musica acustica.
Esistono investimenti sicuri?Se parli di investimenti economici non ne ho idea, se lo sapessi sarei un uomo ricco. La musica, in questo caso, non penso che sia un settore molto proficuo.  Seguo questa strada per investire su me stesso, sulla mia crescita artistica e professionale. Quando si ha una vocazione credo che vada comunque assecondata: meglio non avere rimpianti. Ovvio che se si ha una famiglia da mantenere e un lavoro che ti porta via otto ore al giorno diventa tutto molto difficile e bisogna scendere a dei compromessi: purtroppo sono poche le persone che vivono di sola musica, oggi.
Intervista a cura di Vincenzo Calò

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PIERDAVIDE CARONE “Nanì e altri racconti…”

pierdAVIDE CARONE SUONI DEL SILENZIO

PIERDAVIDE CARONE “Nanì e altri racconti…”(Sony Music) Stando in meditazione realizzi un motivo d’orgoglio che può durare per una Vita s’essa è disciplinata all’aperto, in previsione di un sentimento, un modo sempre migliore per scoprirsi ad accertare il Tempo nell’incolumità di chi ti sta vicino. Ad alzata di mano, una crisi è in corso d’opera, e percepire la fonte dei perché equivale ad una verità per tutti quelli che non hanno il biglietto da visita per temere tutti e nessuno. Tra alti e bassi d’umore espresso appieno in tonalità ci auguriamo tutto ciò che meritiamo, tipo farsi un’idea imminente del pop, egemone sì, ma spesso sgraziato dall’illusione identificata nel rock, che rende variegata l’originalità dell’ironia, di uno spessore silente come la curiosità di vedersi estranei, con la dolce maturità da parte del singolo individuo su ballate non solo d’amore, roba di non poco conto per un cantautore proveniente dai talent-show originati rimanendo inghiottiti in un unico punto di vista, senza sentirsi fatto per fatto. Con una melodia a tutto tondo mandiamo tutto all’aria, compreso il diritto di essere arrabbiati con soggetti d’animare, fissati ad Arte per l’ultima volta con l’impronta di Lucio Dalla, che poi si espandono nel lusso di una voce lineare, nel voler essere chiari e popolari, con quel far discutere coi testi prima di tormentare sonoramente la memoria, senza una dichiarazione di agibilità in versi di poesia decadente, per ricominciare un volo nel senso dello stress fisico che lascia pensare su come investire in un ritorno strumentale in punta di piedi, un elemento di vantaggio ma pur sempre incerto nel ritenersi più che interessanti per ricominciare a fare i viaggi sulla pelle… interpretazioni ficcanti, trattenute adombrandosi per l’occasione. Tra gli attestati di partecipazione si gioca sulle rappresentazioni di un dramma per ricordare solamente una festa di colori, tra lodi e suppliche aventi movimenti lenti, edificanti fintanto che si spera a dismisura per noi, che si focalizzi l’attenzione sulla Natura, con l’alone commerciale da rivedere senza però risparmiare sull’età dei Pierdavide, sulle operazioni di accensione delle sirene d’allarme.

VOTO 8-/10
Vincenzo Calò

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