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PARASITE: IL DIVARIO TRA CLASSI SOCIALI NELLO STRAORDINARIO FILM DI BONG JOON-HO

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PARASITE: IL DIVARIO TRA CLASSI SOCIALI NELLO STRAORDINARIO FILM DI BONG JOON-HO Prima la Palma d'Oro al Festival di Cannes. Poi il trionfo storico agli Oscar. Parasite, l'ultimo magistrale lavoro del coreano Bong Joon-Ho è l'ennesima conferma della potenza della cinematografia sudcoreana, ancora poco conosciuta in Occidente, nonostante da anni produca pellicole di altissimo livello in svariati generi, dove dramma, violenza, umorismo nero, politica ed erotismo sono spesso gli elementi fondamentali. Filo conduttore del  film è la riflessione su una società stratificata tra due estremi: ricchezza e povertà, perfettamente rappresentata dalle due famiglie protagoniste della storia. Da una parte i Kim, dall'altra i Park: padre, madre, un figlio e una figlia. Apparentemente identiche, se non fosse che a separarli vi è una profonda differenza sociale ed economica. I Kim, vivono nei bassifondi di Seul in uno squallido seminterrato facendo lavoretti a basso costo. I Park, invece, abitano in una meravigliosa villa circondata da grandi vetrate e un immenso giardino. Sarà proprio la lussuosa abitazione, nella sua complessa ma minimalista architettura, il teatro della feroce dinamica di eventi che coinvolgerà le due famiglie. L'opportunità per i Kim di mettere fine al loro futuro incerto e sistemarsi definitivamente si presenta, infatti, quando il figlio Ki-woo, diventa il tutore della bella figlia dei Park Da-hye. Grazie ad un piano astuto e diabolico fatto di imbrogli e documenti falsificati, il ragazzo introduce il resto della famiglia nella casa, facendo assumere la sorella come insegnante d'arte del figlio minore dei Park, la madre come governante ed il padre come autista. La strategia perfetta avrà, però, conseguenze imprevedibili, facendo emergere inquietanti retroscena. In un crescendo di tensione, i colpi di scena che si susseguono in un calibratissimo mix di generi (black comedy, thriller, drammatico, grottesco) coinvolgono totalmente lo spettatore, portandolo a domandarsi sempre più chi siano i veri parassiti (i Park, nella loro estrema ed esagerata ingenuità, abituati così tanto al loro ricchezza da riconoscere la miseria dal suo sgradevole odore, oppure i Kim, morbosamente desiderosi di integrarsi e vivere in quel lussuoso mondo?), e a chiedersi fin dove l'uomo possa spingersi, in una società dove ci si calpesta l'un l'altro ed impone di essere egoisti e competitivi, per mettere in pratica i propri “piani”, ma soprattutto se sia davvero utile pianificare ed organizzare la vita.

Marilde Pastano

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Massimo Sestini | L’Aria del Tempo

203495 0002 3624263 Operazione Mare Nostrum, salvataggio di naufraghi a bordo di un barcone da parte della fregata FREMM Bergamini della Marina Militare. 2014-06-07 © Massimo Sestini

Massimo Sestini | L’Aria del Tempo

Giovedì 2 luglio 2020, nelle sale del Castello Carlo V di Lecce, si apre la mostra L’Aria del Tempo, personale di MASSIMO SESTINI , considerato tra i più grandi interpreti della nuova fotografia del reportage, audace nella cattura di immagini estreme, colte sul punto di massimo acume espressivo e drammatico.

Il progetto espositivo, a cura di Kunstschau in collaborazione con RTI Theutra – Oasimed, presenta 40 fotografie di grande e medio formato che raccontano pezzi di storia del nostro Paese, attraverso punti di osservazione inediti e inaccessibili, come quelli espressi nell’altezza vertiginosa dell’ascesa verticale.
La consacrazione di Sestini giunge nel 2015 con la vittoria del prestigioso World Press Photo, nella sezione General News: a bordo della Fregata Bergamini, Sestini assiste alle operazioni di salvataggio Mare Nostrum, al largo delle coste libiche; dopo dodici giorni di tempesta, riesce a riprendere dall’elicottero un barcone alla deriva con un carico di 500 migranti, poi tratti in salvo. È uno scatto che attraversa il mondo e dimostra la grande sensibilità e forza estetica della sua fotografia.
Seguiranno scatti di grande popolarità come la strage di Capaci, l’affondamento della Costa Concordia all’isola del Giglio, le spiagge affollate e i più sconfinati deserti. La mostra rappresenta il proseguimento naturale di un omonimo progetto editoriale del 2018, un fotolibro edito da Contrasto Books che ripercorre quarant’anni di storia italiana esclusivamente con una serie di incredibili visioni aeree la cui unica regola è l’assenza di limiti o barriere.
La mostra sarà visitabile dal 2 luglio al 30 settembre 2020, tutti i giorni, dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00.
 

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Erica Mou • Nel mare c'è la sete

 

erica mou suoni del silenzio
Erica Mou • Nel mare c'è la sete. Musica e letture si fondono sul palco come in un’unica lunga canzone, per raccontare una storia che riesce a diventare anche nostra. La cantautrice pugliese propone, imbracciando la chitarra e con l’utilizzo di loops ed elettronica, dal vivo, le canzoni del suo repertorio insieme ad alcune rivisitazioni di classici della musica italiana, che fanno da colonna sonora alle letture tratte dal romanzo. La Mou ci racconta il coraggio di sentire, di scegliere, di rompere gli schemi alla ricerca della libertà, demolendo la retorica zuccherosa delle relazioni d’amore e mostrandoci come dietro la perfezione possa nascondersi un doppio fondo inaspettato.
Lunedì 10 agosto 2020 alle ore 21:30 Arena Palasport, Ceglie Messapica(BR) Evento organizzato da Erica Mou, New Music Promotion e Ceglie Summer Festival
Antonio Di Lena

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SERIE A ULTIMI VERDETTI...GENOA SALVO, U.S.LECCE IN SERIE B, LETALE LO SCONTRO DIRETTO PERSO A MARASSI DAI SALENTINI!

GENOA, ITALY - JULY 19:Own goal of Gabriel for US Lecce during the Serie A match between Genoa CFC and  US Lecce at Stadio Luigi Ferraris on July 19, 2020 in Genoa, Italy. (Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Il campionato più strano della storia del calcio italiano si è chiuso  con la salvezza del Genoa (il club più antico d'Italia), che ha steso il Verona(mai per niente in partita)con il risultato di  3-0,più che una gara di campionato è sembrata una vera e propria amichevole di Agosto pre-campionato e la retrocessione del Lecce, caduto in casa 3-4 col Parma che a differenza della squadra scaligera è scesa nel Salento con professionalità giocandosi la gara a viso aperto e senza mai tirarsi indietro, un bell'esempio per la sportività che spesso manca durante i match di fine campionato in molte piazze calcistiche, demolendo così i veri valori di sportività e correttezza che lo port più seguito e amato in Italia nonostante anni di scandali non riesce davvero a mettere sulla corretta via. C'è da dire che il Lecce ha le sue colpe avendo portato spesso risultati maggiori con squadre blasonate vedi la vittoria a Napoli o contro la Lazio e perso occasioni importanti negli scontri diretti. Analizzando la stagione dei giallorossi la formazione di mister Liverani  spesso contestato a Lecce ma che vive in una situazione di amore e odio tra i tifosi,(incerto ora il suo futuro sulla pachina salentina) ha collezionato statistiche poco rose...solo 9 vittorie, 8 pareggi e 21 sconfitte, troppe per una formazione che pretende la massima serie, certo l'andazzo di Torino e Genoa non sono state tutte rose e fiori e alla fine la matematica non è un opinione e ci si salva con i punti e non con le belle prestazioni. Stagione di luci con la massima presenza di Fabio Lucioni 36 presenze e i 14 goal di Marco Mancosu che entra di diritto nella cerchia dei più prolofici goleador dell'U.S.Lecce in serie A. Anche i numeri dello stadio sono da ricordare18.800 abbonamenti registrati allo stadio Via del Mare e una media spettatori di 23.296 tifosi a partita, media rovinata per la riapertura del campionato a porte chiuse, che ha fatto si che tutti gli stadi d'italia vivessero un ambiente a dir poco spettrale...sarà stato giusto ripartire? Tra favorevoli, vedi sponsor e diritti televisivi e contrari, molte tifoserie tra cui i supporters del Lecce il campionato si è concluso ormai per tutti. Il Lecce ha concluso con 52 reti più di Verona 47 reti e nono posto, Fiorentina 51 reti e decimo posto, Udinese 37 reti e tredicesimo posto, Sampdoria 48 reti e quindicesimo posto Torino 46 reti e sedicesimo posto, Genoa 47 reti e diciasettesimo posto, Brescia 35 reti e diciannovesimo posto e la S.P.A.L. 27 reti ventesimo e ultimo posto. Questo a dimostrare che anche con una media goal segnati maggiore la salvezza non è affatto garantita, la perla oscura del campionato è stata la difesa 85 reti subite, la peggiore in Italia tra i professionisti con gare altamente al di sotto delle aspettative di un club di serie A: Inter Lecce 4-0, Lecce Napoli 1-4, Roma Lecce 4-0, Lecce Atalanta 2-7, Lecce Milan 1-4, Juventus Lecce 4-0, Sassuolo Lecce 4-2, Lazio Lecce 4-2, e la decisisva Lecce Parma 3-4, queste giusto per citare le peggiori sconfitte che hanno portato sui 1154 goal segnati in questo campionato dai club di serie A ad avere il Lecce con la peggior difesa. Negli scontri diretti non è andata poi tanto meglio, escluso il Torino dove i giallorossi si sono imposti per 2-1 e 4-0 e la S.P.A.L. vittorie per 3-1 e 2-1, nel resto degli scontri diretti il Lecce si è scavato la fossa per la serie B pareggio 1 a 1 a Marassi contro la Sampdoria e sconfitta interna per 2 a 1sconfitta 3 a 0 a Brescia penultimo e retrocesso a fine torneo, ma sopratutto il pareggio interno con Genoa 2 a 2 in casa e la sconfitta al ritorno per 2 a 1 con tanto di rigore sbagliato e autogoal di Gabriel per una scena tragicomica ma anche beffarda, il palo e poi la spalla del portiere che inconsciamente forse già matematicamente affonda la sua squadra in serie B... ora bisognerà attutire il colpo e vedere come e cosa realizzerà per il campionato di serie B la formazione salentina, che potrà rappresentare (unica squadra) l'alternativa per il salto di categoria nel massimo campionato italiano, vista la distanza abissale di altre formazioni pugliesi (vedi il Bari ndr. perdente in finale paly off con la Reggiana) che dovra rigiocarsi la serie C inserita in un girone quello "c" pieno di nobili decadute vedi Palermo, Catania, Ternana e formazioni ormai confermate e "rognose" per le big tra tutte la Virtus Francavilla, l'anno scorso in grado di battere appunto il Bari finalista dei play off e la Reggina vincitrice del campionato. Parentesi salentina chiusa riepiloghiamo gli altri verdetti,  sabato sera la Juventus ha festeggiato il nono scudetto consecutivo il 36°della sua storia e quello con minor scarto +1 sull'Inter seconda e con maggior sconfitte ben 7, Ecco tutti i verdetti. SCUDETTO - Juventus. IN CHAMPIONS - Juventus, Inter, Atalanta(miglior attacco del campionato 98 goal) e Lazio (se Napoli e Roma non vinceranno Champions ed Europa League). IN EUROPA LEAGUE - Napoli (vincitore Coppa Italia) e Roma (ma entrambe possono qualificarsi per la Champions vincendo le rispettive coppe europee. In quel caso in Europa League andrebbe la Lazio) AI PRELIMINARI - Milan (se la Roma vince l'Europa League, rossoneri ai gironi e Sassuolo ai preliminari) RETROCESSE - Lecce, Brescia e SpalCLASSIFICA MARCATORI:  1) Immobile (Lazio) 36 gol, Scarpa d'Oro e record di Gonzalo Higuain eguagliato, 2) Cristiano Ronaldo (Juventus) 31 gol,3) Lukaku (Inter) 23 gol,4) Caputo (Sassuolo) 21 gol,5) Joao Pedro (Cagliari) 18 gol,5) Muriel (Atalanta) 18 gol,5) Zapata (Atalanta) 18 gol,8) Belotti (Torino) 16 gol,8) Dzeko (Roma) 16 gol,10) Ilicic (Atalanta) 15 gol. Un ultima osservazione va vista nei riguardi dell'Atalanta una vera e propria macchina da goal 98 nel suo attivo che forse nell'ultima fase della stagione avrebbe potuto superare quota 100 e pensare anche al tricolore, forse a Bergamo la mente della Dea è rivolta a quella favola chiamata Champions...chissà una cosa è certa si è appena conclusa una delle stagioni calcistiche più anomale, storiche e forse fiabesche nella loro tragicità di cui ne parleremo nei libri di storia calcistici...

Antonio Di Lena

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