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Dalila Spagnolo... la voce che accarezza l'anima!

suoni intervista per vanessa

Intervista a cura di Antonio Di Lena

Ciao e benvenuta su suonidelsilenzio.it  La tua vita artistica quando nasce? Quando percepisci di dover esprimere al mondo la tua arte? Mi piace questo termine che hai scelto “vita artistica”, nasce il 31 marzo 1998 alle 14, con me. Sai perchè? Perché è esattamente la mia vita ad essere l’ Arte in questione: i miei vissuti, ciò che ho scelto che accadesse, ma soprattutto ciò che non ho scelto che succedesse, che mi è capitato, mi ha ferito e forgiato e mi permette oggi di guardare il Mondo con occhi sensibili. La mia vita artistica inizia quando mi sveglio e finisce quando mi riaddormento, perchè è in tutte le cose che faccio, nella cura che metto e nelle scelte e nelle rinunce che faccio.  E mi accompagna costantemente il bisogno di esprimere, comunicare, condividere la vista dalla mia finestra sul Mondo, e mi accompagna talmente tanto che, da impaziente cronica, ho sviluppato fiducia e pazienza, che tutto arriverà. A patto di muoversi nella direzione che desidero. Guardandoti cantare noto una mimica che accarezza la teatralità...tutto è così naturale nella tua presenza scenica, quanto ti manca il poterti esibire dal vivo? Intanto grazie per le carezze che tu stai facendo a me.  Mi manca molto esibirmi dal vivo, sono stati pochi i concerti dell’estate 2020, anche per scelta, ma molto intensi. Sto lavorando sul progetto del mio primo disco e quindi anche su un progetto live particolare.  La tua voce spazia dal Soul al Jazz, credi che in futuro potresti raggiungere musicalmente altri generi musicali? Magari per collaborazioni… Mi formo nell’ambito del Gospel dal 2015, nella Compagnia Corale “Just4Jesus” diretta da Tyna Maria, donna e maestra di grande ispirazione per me.  Da qui prende forma e inizio ad alimentare sempre di più il mio animo Soul, che attualmente ho messo un pò da parte per la produzione del disco che suonerà più pop/world. Si prevedono collaborazioni importanti a cui aspiravo da un pò di tempo. In cantiere però ho molti brani inediti in stile Soul/Gospel e aspetto il momento giusto per pubblicarli, anche in questo caso immagino delle grandi collaborazioni. Sei la vincitrice della “call per giovani autori” indetta da “SEI - Sud Est Indipendente” e “Cool Club”... che emozione ti ha suscitato questo premio? Il tema di questa call era “L'inizio di una nuova Era”. Per me la nuova era è un Nuovo Mondo Umano e Umanizzato dove chi soffre non può sentirsi denigrato, escluso, né può vergognarsene.  Salvifico è comprendere che la chiave di (s)volta è rimanere insieme! Non ho vinto io, ha vinto l’emozione, il messaggio che c’è dietro e dentro il brano “You are not alone”, difatti appena mi è stata comunicata la notizia sui social mi sono commossa profondamente, in primis perchè avevo l’opportunità di collaborare con un’intera orchestra che mi aiutasse a lanciare il messaggio “Non sei solo! Non sono solo! Siamo insieme!” "Giallo Fiore" io la considero una carezza che ti scalda il cuore in una giornata cupa, una voce piacevole, ben strutturata, dove si sente l'impegno e la dedizione che ci metti nel tuo lavoro... Come nasce questo brano e quanto profondo pensi possa essere il messaggio che c'è dietro? Giallo Fiore nasce nel periodo di lockdown, di isolamento sociale, di mancanze e insicurezze, di difficoltà. Dietro ogni brano c’è sempre un’emozione. Dietro “Giallo Fiore” in particolare ce ne sono due. Fondamentalmente perchè l’ho scritta in due giorni differenti, infatti credo fortemente che alcuni stati d’animo non tornino più e nel momento creativo è necessario coglierli a pieno. Infatti se per tutto il brano compare il tema del timore del cambiamento, di perdere l’equlibrio, la voglia di lasciarsi andare ma la paura di fidarsi, nello special invece arriva un’altra emozione: la gratitudine. Questa parte, scritta due giorni dopo, è un inno alla gratitudine di vedere sbocciare la primavera, anche se dal balcone di casa. In un'annata difficile per migliaia di artisti quali prospettive vedi per un rilancio artistico-culturale? Sono in un periodo molto produttivo, in una fase di investimento molto importante. Sono molto positiva e non mi spaventa il periodo storico, se non per l’aspetto umano e sociale, anzi forse da una parte mi incoraggia a continuare a parlare di alcuni temi che tratto nelle mie canzoni, e che nei giovani di oggi si sono persi. La sfida per me è quella di far parlare i giovani e tutti di fragilità, vissuti forti, storie di vita che forgiano il coraggio e la sensibilità. So che è difficile, perchè so che alcuni argomenti sono tabù, demodè, e parlarne è da “sfigati”, ma so anche che su di me ha funzionato e ci credo forte nel riproporlo, continuando a scrivere i miei brani musicali e orecchiabili che ti “costringono” a canticchiare messaggi positivi e importanti.Quanta "salentinità" c'è nel tuo animo e nei tuoi brani in fase di esecuzione? A dire la verità: veramente poca. Mi rendo conto di avere un approccio molto inglese alla scrittura e alla composizione, anche quando scrivo in italiano. Questo è dovuto al mio bagaglio musicale. In realtà non so che significhi non essere salentina, quindi è probabile che la mia cultura influisca nel mio stile senza che io me ne accorga.  Credo che tu sia una scia di potenza nonostante il relax che la tua voce e il tuo sound regala, quale sarà la prossima stazione dove arriverà Dalila Spagnolo? Mi definisco cantautrice di fragilità quindi dove voglio arrivare, se non alle persone? Ai cuori ancor prima che alle orecchie.. Questo è il proposito e l’augurio che mi faccio. In autunno uscirà il mio primo disco, tenetevi pronti! Grazie dell'intervista a presto e buona musica.... Grazie di cuore a suonidelsilenzio.it , buon lavoro!

 

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BENTORNATI, iROSE!

paolo borgiINTERVISTA A PAOLO BORGI

Concludi e approfondisci la seguente affermazione: La musica italiana soffre di…?  La musica italiana soffre di malinconia e di quel legame col passato che non si riesce proprio a tagliare... servirebbe un chirurgo o uno choc per ribaltare tutto e riconsegnare nelle mani dei cantautori la propria storia.

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INTERVISTA AD ANDREA GIOPS

Andrea20Giops lopportunista

In che consiste la tua maturità?Penso che la maturità consista nella presa di coscienza dei propri pregi e dei propri difetti, per lavorare nella direzione giusta, per affinare i primi e limitare i secondi. Io cerco di farlo, ma penso di non averla ancora raggiunta.
Si deve fare di più per…?Ascoltare gli altri. Oggi vedo tante persone, me compreso, che hanno difficoltà a farlo. Forse siamo troppo concentrati su noi stessi.

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iRose: quando il cuore alza la voce

iroseiRose: quando il cuore alza la voce. Quello degli iRose è un pop rock dal sapore romantico. La band romana ha pubblicato l’album omonimo, contenente dieci brani. Essi sono eseguiti dalla voce di Paolo Borgi, dalla chitarra di Riccardo De Angelis, dal basso di Gabriele Persi e dalla batteria di Fabio Latini.  Il modo in cui è scritto il nome del gruppo, nonché titolo del CD, ricorda l’iPhone, la “modernità ultimo modello”. Ma, al posto di quel “Phone”, c’è il nome della regina dei fiori, la rosa. L’illustrazione di copertina è strutturata come un logo, una sorta di cuore a metà. Se lo si guarda con attenzione, si scopre che l’immagine è composta da quattro profili che alternano il sorriso alla malinconia. Fra l’altro, in inglese, “I rose” significa “Mi sono alzato”. C’è molta voglia di alzarsi e inseguire sogni, in questo album. Non ho più alibi esprime l’impossibilità di sottrarsi a un amore che sta già dominando l’esistenza… ma per arricchirla, non per schiacciarla. Il treno per l’aurora parla invece della voglia di fuggire da se stessi, o forse di correre incontro a qualcuno… Oltre, sin dal titolo, contiene quello slancio che è la cifra di tutto il CD. Per l’appunto, “appena oltre la salita” c’è una luce: ci si scopre a guardare in faccia il sole, mentre si spiegano le proprie ali, pur rimanendo sempre con la protezione della persona amata (Tra le mie mani). Talvolta, però, portare qualcuno “oltre il limite” significa renderlo vulnerabile. A volte, bastano anche i Silenzi, quando si è Insieme. Soprattutto, grazie alla forza di un legame sincero, “il futuro non è un miraggio”. Sempre Di cuori protesi si parla, che siano protesi verso la liberazione dalle pastoie emotive o verso una persona della quale non si può più sminuire l’importanza nella nostra vita. Un Sogno d’amore non sopporta di restare nel cassetto. Il suo compito naturale è quello di trasportarci Tra le nuvole, dove “sento il tuo profumo confondersi al mio”. Sulle nuvole o sulla terra che sia, il contrassegno dell’amore è che fa dire: Sei sempre dentro di noi.

Erica Gazzoldi 

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