Home

IL SEVERO GIUDIZIO DI GRAMSCI  SUL FRANCAVILLESE FRANCESCO RIBEZZO

Scritto da Pietro Filomeno. Pubblicato in Italia

antonj suoni del silenzio

IL SEVERO GIUDIZIO DI GRAMSCI  SUL FRANCAVILLESE FRANCESCO RIBEZZO

A cura di Pietro Filomeno
Il grande sardo definiva “lorianismo” quella schiera di intellettuali affetti «da disorganicità, assenza di spirito critico sistematico, trascuratezza nello svolgimento dell’attività scientifica assenza di centralizzazione culturale, mollezza e indulgenza etica nel campo dell’attività scientifico culturale ecc., non adeguatamente combattute e rigidamente colpite». Anche se il termine nasce dal coevo economista Achille Loria (vedi pagina accanto), per Gramsci «ogni periodo ha il suo lorianismo più o meno compiuto e perfetto e ogni paese ha il suo». Francesco Ribezzo appartiene a questa schiera di pseudo-intellettuali. Se può essere di consolazione per la memoria di Ribezzo, diciamo subito che per Gramsci tra gli esponenti massimi di questa patologia intellettuale erano soprattutto Arturo Labriola, Filippo Turati e Luigi Einaudi.
«A questa corrente occorre collegare la famosa controversia sui libri perduti di Tito Livio che sarebbero stati ritrovati a Napoli qualche anno fa da un professore che acquistò così qualche istante di celebrità forse non desiderata. Secondo me le cause di questo scandaloso episodio sono da ricercare negli intrighi del prof. Francesco Ribezzo e nella abulia del professore in parola di cui non ricordo il nome. 
Questo professore pubblicava una rivista, il prof. Ribezzo un’altra rivista concorrente, ambedue inutili o quasi (ho visto la rivista del Ribezzo per molti anni e ho conosciuto il Ribezzo per quello che vale): i due si contendevano una cattedra all’Università di Napoli. Fu il Ribezzo a pubblicare nella sua rivista l’annunzio della scoperta fatta (!) dal collega, che così si trovò fatto centro della curiosità dei giornali e del pubblico e fu liquidato scientificamente e moralmente. 
Il Ribezzo non ha nessuna capacità scientifica: quando lo conobbi io, nel 1910-11 aveva dimenticato il greco e il latino quasi completamente ed era uno «specialista» di linguistica comparata arioeuropea. Questa sua ignoranza risaltava così manifesta che il Ribezzo ebbe frequenti conflitti violenti con gli allievi. Al Liceo di Palermo fu implicato nello scandalo dell’uccisione di un professore da parte di uno studente (mi pare nel 1908 o nel 1909). Mandato a Cagliari in punizione entrò in conflitto con gli studenti, conflitto che nel 1912 diventò acuto, con polemiche nei giornali, minacce di morte al Ribezzo ecc. che fu dovuto trasferire a Napoli. 
Il Ribezzo doveva essere fortemente sostenuto dalla camorra universitaria napoletana (Cocchia e C.). Partecipò al concorso per la cattedra di glottologia dell’Università di Torino: poiché fu nominato il Bartoli, fece una pubblicazione ridevole ecc.» Questo giudizio assai severo su Ribezzo, come uomo e come studioso, lo si può leggere in forma cartacea in “Quaderni del carcere”, Torino, Einaudi editore, 1975, pp. 371-372. Online sul sito 
https://quadernidelcarcere.wordpress.com/2013/12/06/lorianismo-4/.
 

Tags: italia, salento, suonidelsilenzio.it, francavilla fontana, storia locale

Stampa