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DAL BERLUSCONISMO AL FASCIO-LEGHISMO

Scritto da Pietro Filomeno. Pubblicato in Opinioni

berlusconi salvini meloni by benny 762442

DAL BERLUSCONISMO AL FASCIO-LEGHISMO

È un dato di fatto che questa destra, nonostante la sua rozzezza politica e ideologica, non cala di un voto. Né di fronte alla questione morale, né davanti alle ridicole piroette dei loro mediocrissimi leader. Berlusconi, Salvini e Meloni non temono inquisizioni, avvisi di garanzia, arresti e condanne. Possono mentire, corrompere e farsi corrompere, nonché rubare a piene mani e ripetute volte. Il loro elettorato rimane imperturbabile. Un po’ perché moralmente assomiglia ai loro leader, un po’ perché questi lo hanno catechizzato ben bene, facendo credere che sono – povere stelle – vittime della magistratura politicizzata. Inoltre, non va sottovalutato un altro aspetto. Del tutto politico. All’elettorato di destra basta essere contro la sinistra. Per il resto, ingoia tutto. È attraversato da quel filo nero che in Italia, per ragioni note e stranote, non è stato mai spezzato. Dopo la Prima Repubblica, per interessi di bottega, Berlusconi ne ereditò il filone perbenista (annidato nei due terzi della Dc). Poi sdoganò, per lo stesso motivo, il Msi-dn. Infine, ingoiò anche i due terzi dei craxiani, che avevano smesso da un pezzo di essere di sinistra. 
Per vent’anni Berlusconi ha fatto credere, mentre curava i suoi interessi personali, che era “sceso in campo” per salvare l’Italia dal comunismo, a comunismo morto e sepolto da tempo. Da monarca assoluto, ha predicato il “ghe pensi mi”. E così ha impedito di creare una vera classe politica conservatrice. Ora, a danno fatto, ci ritroviamo una destra radicale, ultracattolica, omofoba, xenofoba e lega-fascista. Con leader da barzelletta. Un disastro.
Non cala di un voto, dicevamo. Ma non ne aumenta neanche di uno. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia sono un sistema di vasi comunicanti: dove perde il consenso un partito lo acquista un altro. È sempre stato così. Quando Berlusconi era pieno come un uovo (percentuale a due cifre), la Lega e il residuato bellico dei neofascisti arrancavano con percentuali a una cifra.
Con il declino di Berlusconi, è salita parallelamente la Lega. Scesa quest’ultima, è balzato in alto Fratelli d’Italia. Senza scossoni politici. Senza motivazioni ideologiche. Tutto in silenzio. Senza che Salvini e Meloni facessero niente. A mettere insieme l’ampio coacervo delle anime del centro-destra, aveva già fatto tutto Berlusconi in passato. In seguito, s’è trattato soprattutto di voltagabanismo. Tuttora in atto.
Tuttavia il quadro, già fosco, è ulteriormente peggiorato: dal berlusconismo si è giunti al fascio-leghismo. Oggi assistiamo alla goffa competizione tra Salvini e la Meloni per contendersi il malloppo elettorale della destra post-fascista. Il caso Durigon è l’ultimo episodio vergognoso in ordine di tempo. Almeno quello che ha fatto più rumore. Poi ce ne sono tant’altri analoghi. Ma Salvini è destinato a perdere la partita, perché la vera casa madre dei postfascisti è il partito della Meloni. Di grave rimane il fatto che da questi due personaggi – e da quelli di cui si circondano – non potrà mai uscire la vera destra, quella liberale e democratica. 
Pietro Filomeno

Tags: politica, italia, europa, antifascismo, migranti

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