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Italia

SHE'S BACK TOUR WALTER CELI & Blend Project di nuovo in tour

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In concomitanza dell’uscita il 24 settembre per XO la factory di “She’s back”, suo terzo album, Walter Celi riparte in tour italiano insieme alla band nata durante il tour di “Blend”.  Blend Project diventa, così, l’habitat naturale in cui le composizioni e l’anima multisfaccetata di Walter  prendono forma e si esprimono, seguendo tutte le naturali inclinazioni che il live può offrire. Al Blend Project si  affianca da questo tour Beppe Scarangelli al basso che si unisce quindi a Donny Balice alla tromba e Dario  Starace alla batteria. Il palco e l’adrenalina del momento vissuto dal vivo ha da sempre rappresentato la dimensione preferenziale  per Walter Celi e i suoi musicisti, sempre pronti a sorprendere il pubblico presente ai loro tanti concerti, capaci  di condividere ed esaltare, in maniera empatica, dell’umore in sala. Lo “She’s back tour” parte proprio dalla capitale dove farà tappa il primo ottobre nella storica sala concerto de  Le Mura a San Lorenzo. Prosegue toccando gran parte del centro e sud Italia, con un calendario continuamente  in aggiornamento e in divenire, anche a causa di una situazione perennemente in bilico per via della pandemia  da covid19 che sta mettendo a dura prova il settore della musica dal vivo underground. Nonostante tutto questo però Walter Celi e la sua band hanno deciso di sfidare le tempistiche, le situazioni e le  difficoltà facendo quello che sanno fare meglio: macinare chilometri e concerti. Prima del tour vero e proprio “She’s back” sarà presentato, in esclusiva nazionale, grazie due release party  pugliesi: il 23 settembre a Spazio Porto di Taranto e il 29 settembre presso il Dexter a Bari. Il tour è organizzato in collaborazione e con il supporto di Puglia Sounds e rientra nella “Programmazione  Puglia Sounds Tour Italia 2020/2021 Regione Puglia –FSC 2014/2020- Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro  futuro”.

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 “IDENTITA'” IL NUOVO SINGOLO DE “I FUNKETTI ALLUCINOGENI” 

I Funketti Allucinogeni 1“Chi sono? Dove sono? Cosa mi manca per essere davvero felice? Qual è il mio posto nelmondo?”  Sono questi gli interrogativi che ruotano attorno al nuovo singolo “Identità”, brano di profonda ricerca e dai toni contrastanti. Continua il “fil rouge” iniziato con “Troppo sul serio”, qui ripreso in una maniera più introspettiva, sottolineando la confusione labirintica che attanaglia le giornate di chi ancora non ha trovato la propria strada.  Molti giovani sono bloccati in questa stato di sospensione, sentendosi sempre più impotenti contro l’inesorabile scorrere del tempo. Alcuni temono il confronto con chi ha raggiunto i propri obiettivi, guardandoli talvolta con ammirazione, talvolta con invidia e rassegnazione.  La crisi di identità ci porta a mettere in discussione tutte le certezze che credevamo di aver conquistato, evidenziando i sacrifici che il cambiamento richiede.  Il testo sottolinea, con  un continuo crescendo e cambi di dinamica, la difficoltà di intraprendere delle scelte, dalle più semplici a quelle più complesse. Il brano si apre con un accordo sospeso, suonato da un acido sintetizzatore, per rimarcare lo stato di abbandono e di confusione mentre la sezione ritmica ribadisce il panta rei: lo scorrere del tempo, la pulsazione frenetica del mondo.  La presenza di un quartetto d’archi dona al brano un’ulteriore profondità, i quattro strumenti sono le pareti della casa in cui ci rinchiudiamo e in cui cerchiamo noi stessi, la chitarra è la nostra voce che urla rabbiosa, distorcendosi. Il violento finale strumentale “progressive” in 7/8 crea un vorticoso loop, sostituendosi al testo ed estremizzando la tematica del brano, terminando poi con una chiusura aperta e in dissolvenza, che chiunque può interpretare a modo proprio, proprio perché l’identità è un qualcosa di soggettivo e unico.

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LA MANO D’ARTISTA DI TUONO PETTINATO SI E’ FERMATA

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È morto a soli 44 anni un grande innovatore del fumetto italiano

LA MANO D’ARTISTA DI TUONO PETTINATO SI E’ FERMATA

Quando si dice la coincidenza. Non faccio in tempo a finire di leggere l’ultimo libro allegato al settimanale “Left” (“Happy Diaz” di Massimo Palma), che arriva la ferale notizia: la morte di Tuono Pettinato, il fumettista che ha arricchito con tredici ritratti il saggio di Palma. Un libro che racconta, a vent’anni dall’accaduto, la buia settimana di violenza giovanile e istituzionale in occasione del G8 di Genova (2001). E lo fa attraverso testi, memorie e formazione musicale di quella generazione i cui sogni furono spenti dalle botte nelle strade genovesi, nel chiuso delle carceri e dei mattatoi improvvisati.
Pettinato, al secolo Andrea Paggiaro, se n’è andato il 14 giugno scorso, dopo una lunga malattia, a soli 44 anni. Era nato a Pisa il 27 settembre 1976. Lo pseudonimo lo aveva “rubato” da una frase della “Biblioteca di babele” di Borges. È stato uno dei fumettisti e illustratori più noti e importanti della sua generazione. La sua collega fumettista Laura Scarpa così lo ricorda su Facebook: «Era buono, era bravo e aveva l’ironia acuta e lieve dell’intelligenza».

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SARA MARINI & FABIA SALVUCCI IN "DJELEM DO MAR"

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SARA MARINI & FABIA SALVUCCI IN "DJELEM DO MAR" in diretta streaming dal Teatro Villa Pamphilj

Sabato 8 maggio alle ore 19.30, per l'ultimo appuntamento di Assolo al Teatro Villa Pamphilj, Stefano Saletti incontra Sara Marini e Fabia Salvucci, tra le più interessanti esponenti della nuova generazione di cantanti della scena popolare italiana.  Nel 2016 hanno dato vita al progetto musicale “Djelem do Mar” che fonde il lavoro di ricerca personale di entrambe con le sonorità del Mediterraneo e non solo. Nel loro repertorio si incontrano le tradizioni musicali dai popoli dell’Est Europa, a quelli dell'Europa centrale, fino all’Africa.  Oltre a sviluppare progetti solisti, collaborano con alcuni degli artisti più importanti del panorama musicale popolare italiano tra i quali: Giovanna Marini, Elena Ledda, Nando Citarella, Ambrogio Sparagna, Tosca Donati, Nicola Piovani. Sara e Fabia, grazie al loro background musicale comune, alla passione per le sonorità etniche e all’amore per la riscoperta delle musiche tradizionali e dei canti antichi, hanno deciso di condividere lo stesso percorso artistico dando vita a un progetto comune.  Cantano in diverse lingue e dialetti, tra cui: yiddish, albanese, rumeno, greco, spagnolo, arabo, portoghese e dialetti italiani dal nord al sud. Il loro lavoro si caratterizza dalla rilettura a due voci di un vasto repertorio frutto di attente ricerche, nel rispetto dell’estetica musicale della provenienza di ogni canto ma con lo sguardo rivolto al presente. Curano personalmente l’arrangiamento e le armonizzazioni vocali.

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PAGELLE SAN REMO 2021

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Pagelle San Remo 2021 a cura di Antonio Di Lena

Amadeus e Fiorello voto 8.5/10
Non è affatto facile intrattenere un teatro vuoto... I due resteranno nella storia (si spera) come gli unici due conduttori del festival della canzone italiana ad avere a che fare con la freddezza di un pubblico fisico assente.
Fiorello ha fatto il Fiorello di turno senza però ricevere quel giusto tributo che spetta ad un intrattenitore come lui, dispiace anche per Amadeus ... si sa il festival è palcoscenico assai ambito e fare il bis ma senza pubblico in piena pandemia non è proprio da tutti i giorni. Nel 2020 Amadeus si preoccupava dove fosse finito Bugo nel 2021 si preoccupa di dove è finito il pubblico, già per il 2022  si è defilato.

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